IL TEATRINO DEL SINDACO - BIS
Il T.A.R. ha “bocciato” l’Amministrazione Comunale di Gattinara, non la minoranza.
La delibera del 9 settembre 2009, che il Tribunale non ha bocciato ma per la quale chiede chiarimenti sulle motivazioni, è stata necessaria per fermare il progetto presentato dal Consorzio Baraggia. Senza di quella l’Ufficio Tecnico avrebbe dovuto rilasciare il Permesso di Costruire e i lavori sarebbero iniziati, invece ha potuto emettere un provvedimento di archiviazione, altro atto per cui il Tribunale ha decretato la sospensiva in attesa dei chiarimenti.
Insomma, il Consorzio Baraggia ha presentato ricorso contro questi due atti per la loro rimozione e mantenere validi quelli precedenti, quelli approvati dalla sola Giunta (delibera G.M. n. 114 e schema di Convenzione con la Baraggia, Verbale della Conferenza dei Servizi in Provincia dove l’Assessore chiede di rinunciare allo studio di impatto ambientale) o dalla Maggioranza consiliare (Delibera di C.C. n. 37/2007 con cui si approva una variante specifica di Piano Regolatore per permettere i lavori). Insomma sig. Sindaco, il nostro intervento (di tutto il Consiglio, compreso i consiglieri di maggioranza) si è reso necessario per cominciare a correggere i Suoi gravi errori.
Purtroppo non avendo argomenti sostenibili Lei cerca lo scontro personale invece di adoperarsi per trovare un accordo che possa garantire e soddisfare entrambe le parti. Quello che Lei definisce progetto alternativo è una semplice idea diversa per lo stesso risultato, mettiamoci al tavolo e perfezioniamola, ringraziando chi l’ha proposta invece che denigrarlo.
Ultima considerazione: i tecnici regionali hanno risposto alla richiesta di spostare i diritti di concessione in capo al Consorzio, dicendo che la possibilità rientra nei termini di legge, purché siano rispettati tutti i presupposti della stessa. Chi deve decidere è la Provincia di Vercelli il cui Presidente si chiama Renzo Masoero, candidato per il PdL alle elezioni regionali, a capo di una Giunta in cui Lei era assessore e suo compagno di partito. Visto che Lei ama spesso riferirsi più alla amicizie che ai rapporti istituzionali, chieda al suo compagno di partito di negare la cessione dei diritti richiesti e tutto sarà risolto, insomma si rivolga a chi deve decidere, non a chi è tenuto ad un semplice parere.
Lazzarato Giorgio
IL TEATRINO DEL SINDACO Mi pare che il Sindaco sia impegnato su diversi teatrini. Vale la pena ricordare al nostro primo cittadino che alla riunione capigruppo erano presenti anche due componenti della maggioranza e non sono il solo a non aver sentito richieste di motivazioni; ed ancora che come Sindaco Riva Vercellotti ha anche la funzione di Presidente del Consiglio Comunale e che quindi ha l’incarico di verificare la completezza e correttezza degli atti deliberati, mentre a noi consiglieri spetta il compito di indicare la volontà politica, in quel caso ben espressa e approvata da tutti (Lui compreso).
Infine, se Gattinara si trova nei guai attuali, le responsabilità sono dell’attuale amministrazione e in primis di chi ne è a capo. Per quanto riguarda l’amianto, rivendico la bontà del progetto e di aver operato alla luce del sole chiedendo il parere di tutti; la maggioranza ha bocciato l’idea e tutto si è fermato, senza bisogno di ricorsi ai tribunali.
Lei può sostenere la stessa cosa per il progetto in questione?
Quando ci si comporta in modo massonico, nell’accezione negativa del termine, si hanno i guai che sappiamo, quando ci si comporta correttamente, alla peggio si riceve un parere contrario.
Lazzarato GiorgioIL SENSO DELLE COSE - BIS
In una delle tante uscite fatte dal sindaco Riva Vercellotti sulla stampa locale, asseriva che le bugie hanno le gambe corte. Verissimo quando applicato alle dichiarazioni fatte da Lui dopo la sospensiva del T.A.R. nella vicenda del tubo Baraggia. I fatti riferiti sono relativi alla sospensiva degli atti comunali decisa dal Tribunale Amministrativo per carenza di motivazione, così come chiesto dal ricorrente Consorzio Baraggia. Il Sindaco sostiene di aver riscontrato nella riunione capigruppo (quella precedente il Consiglio del 9 settembre) una carenza di motivazioni ma che i presenti non hanno tenuto conto di questa sua osservazione. Assolutamente non vero: durante la riunione si sono discussi la data della convocazione ed il dispositivo del deliberato (cioè della decisione politica del Consiglio di opporsi al progetto), per altro modificato ed articolato diversamente dal Consiglio Comunale. Prima “gamba corta” delle dichiarazioni del nostro primo cittadino.
Poi, ricevuto il disposto del ricorso, i due gruppi di opposizione hanno riformulato la richiesta di Consiglio Comunale proprio per aggiungere le motivazioni che l’avvocato del Consorzio riteneva carenti. Consiglio convocato di fretta la mattina del 28 dicembre. In questa sede la maggioranza, con l’astensione della Lega Nord, bocciava la nostra proposta. Il Sindaco motivava il parere negativo su suggerimento dell’Avvocato difensore del Comune, lo stesso avvocato che nell’intervista rilasciata a La Sesia di martedì 2 febbraio asserisce che era necessario ripetere il provvedimento con maggiori motivazioni.
Ma allora perché ora il Sindaco sostiene che si aspettava la decisione del T.A.R.? E’ la “seconda gamba corta”?
Il minimo che ci si possa aspettare ora è un’assunzione del dato di realtà che è sotto gli occhi di tutti: in questa vicenda Sindaco ed Assessore all’Ambiente si sono mossi e continuano a muoversi con incompetenza e superficialità esponendo Gattinara a ripercussioni gravi. In un frangente del genere qualsiasi amministratore con un corretto senso delle Istituzioni rassegnerebbe le proprie dimissioni.
I Consiglieri del Gruppo
L’Unione per Gattinara
Patriarca Franco
Biondi Giuseppe
Lazzarato Giorgio
Rizzato Manuela
IL SENSO DELLE COSE
Nella disperata ricerca di autoconsenso, ogni occasione è buona per attribuirsi meriti, anche con comunicati che possono indurre ad interpretazioni imprecise.
Così nei giorni scorsi è apparso un comunicato dal titolo:
GATTINARA COMUNE VIRTUOSO. IL MINISTERO RICONOSCE UN BONUS DI QUASI 40MILA EURO.
Poi abbiamo verificato che il “bonus” era la possibilità di spendere circa 40.000,00 € oltre il limite del patto di stabilità, sempre avendone la possibilità. Condizione comunque data a tutti i comuni d’Italia con popolazione superiore a 5.000 abitanti che abbiano rispettato il patto di stabilità. Nella Regione Piemonte solo 5 comuni hanno fallito l’obiettivo non potendo così usufruire del bonus, mentre nella provincia di Vercelli i comuni a noi paragonabili ne hanno avuto uno pressoché doppio rispetto al nostro, questo ad ulteriore dimostrazione che non abbiamo un bilancio precisamente florido, nonostante l’impegno e l’attenzione dei funzionari e a dispetto di un Sindaco che conosce poco i conti comunali e che pensa di mettere la polvere sotto il tappeto per fare pulizia.
Ed in questi giorni è comparso un altro comunicato dal titolo:
GATTINARA OTTIENE DALLA REGIONE IL RICONOSCIMENTO DI BUONA PRATICA AMMINISTRATIVA
Anche in questo caso, per quanto riguarda l'attestazione delle buone pratiche amministrative è stato conferito un riconoscimento con lettera della Presidente Bresso e Assessore Deorsola a tutti i Comuni piemontesi che fanno parte di forme associative, nel nostro caso la Comunità Collinare. È questo l’unico merito per aver avuto il riconoscimento. Quindi nessuna graduatoria, ma una semplicemente una tradizione che la Regione rinnova ogni anno per incentivare la gestione in forma associata dei servizi comunali.
Insomma tutto pur di apparire, anche giocando sul vero significato di quanto si ottiene. Ma noi non diremo alla faccia della trasparenza!
I Consiglieri del Gruppo
L’Unione per Gattinara
Patriarca Franco
Biondi Giuseppe
Lazzarato Giorgio
Rizzato Manuela
UN COMUNE VIRTUOSO?
Sul Sito del Comune di Gattinara e su alcuni giornali locali, sono stati pubblicati una nota ufficiale ed un commento del Sindaco a proposito del “bonus” attribuito a Gattinara per essere stato un comune virtuoso nel 2008, cioè per aver rispettato il patto di stabilità stabilito dal Governo per la finanza locale.
Vale forse la pena precisare che il bonus di circa 39.000,00 €, non fa riferimento a denaro effettivo che il Comune riceverà dallo Stato, ma corrispondono all’ammontare della cifra che l’Ente Locale è autorizzato a spendere oltre il limite imposto dal patto di stabilità.
In merito alle dichiarazioni del Sindaco, confermiamo il nostro parere secondo cui il bilancio Comunale è in difficoltà gravissime che sono sempre più evidenti. Per avere conferma è sufficiente consultare il bilancio di previsione: qui le spese d’investimento sono praticamente azzerate e inoltre si è reso necessario trasferire il 75 % dell’introito da oneri di urbanizzazione alla spesa corrente, questo per poter rientrare nei limiti del patto.
Gli oneri di urbanizzazione corrispondono alla “tassazione” che i cittadini pagano per costruire nuovi edifici o per ristrutturare gli esistenti, denaro che dovrebbe essere utilizzato per mantenere in buono stato ad esempio le strade, tanto per rimanere in un tema recente, mentre la spesa corrente è ad esempio quella che serve per pagare le rate del debito comunale. Così, se i conti fossero realmente a posto, non dovremmo ricorrere ad altri mutui e quindi aumento di spesa corrente, per asfaltare le strade comunali oramai devastate.
Abbiamo aspettato un po’ prima di intervenire e dare un’informazione più puntuale sul provvedimento governativo, questo perché non vogliamo che tutto venga inteso come una critica fine a se stessa, anche quando, come in questo caso si tratta di temi concreti che riguardano da vicino tutti i gattinaresi. Da parte nostra non vi è soddisfazione alcuna né volontà polemica quando confermiamo che i conti del Comune non sono assolutamente floridi, ma al contrario in grossa difficoltà e l’attuale Sindaco, come il precedente, sono i maggiori responsabili della situazione.
I Consiglieri del Gruppo
L’Unione per Gattinara
Patriarca Franco
Biondi Giuseppe
Lazzarato Giorgio
Rizzato Manuela
UN TUTOR PER IL SINDACO DI GATTINARA
Nel Consiglio Comunale di lunedì 28 settembre, è stato nominato il revisore dei conti, figura che come dice la norma istituente, deve essere controllore terzo indipendente dei documenti contabili relativi al bilancio.
La maggioranza ha scelto per il ruolo il dott. Scribante, noto e preparato professionista di Gattinara. Allora tutto bene? Non proprio, come molti ricorderanno, il dott. Scribante è stato per due mandati Assessore con questa stessa maggioranza (nel primo mandato proprio Assessore al Bilancio) e adesso è membro della Commissione Bilancio sempre per l’attuale maggioranza. Tutto regolare e corretto sia ben chiaro. La norma dice che devono essere trascorsi due anni dall’ultimo incarico amministrativo e probabilmente l’incarico di membro della commissione bilancio non conta, ma certo se non per norma almeno per sensibilità istituzionale sarebbe stato sicuramente più corretto individuare un altro professionista. Non è un caso infatti che il legislatore abbia sottolineato l’incompatibilità degli incarichi nell’arco almeno di un biennio proprio per non lasciare dubbi rispetto all’indispensabile indipendenza di colui che deve garantire una funzione di controllo al di sopra delle parti.
Allora perché questa scelta da parte della maggioranza? Personalmente penso riguardi la posizione del Sindaco, che in questo mandato ha voluto mantenere per sé la delega al bilancio, scelta alquanto inopportuna poiché il nostro primo cittadino ha subito dimostrato di non averne le competenze. A memoria non ricordo nessun Ente che abbia dovuto ritirare una proposta di bilancio di previsione per palesi errori di somma nei documenti contabili, così come è successo lo scorso anno in Consiglio Comunale e questo è solo il più evidente degli errori. Allora ecco la soluzione: non potendo nominare ulteriori assessori, si incarica un revisore dei conti che faccia da tutor al Sindaco.
Tutto bene, tutto secondo normativa, ma la trasparenza ne soffre e molto.
Giorgio Lazzarato.
Consiglio Comunale
Lunedì prossimo, 28 settembre 2009, è convocato il Consiglio Comunale di Gattinara. La convocazione è stata fatta contemporaneamente al precedente dedicato al progetto presentato dal Consorzio di Bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese e prevede punti di ordinaria amministrazione, ma diventa molto importante proprio per il progetto discusso prima. È l’occasione per verificare l’effettiva volontà di Sindaco e Assessore a fermare il progetto, come? Integrando l’Ordine del Giorno con le indicazioni uscite dal voto unanime del 9 settembre, cioè rispettando il mandato ricevuto dal Consiglio Comunale, che ricordo prevede:
1) La revoca il secondo comma del punto 1 della Deliberazione di Consiglio Comunale n. 35 del 28 giugno 2007 (delibera che approvava la variante al Piano Regolatore necessaria alla costruzione della centrale idroelettrica prevista dal progetto);
2) Revoca della Deliberazione di Giunta Comunale n. 114 del 23 dicembre 2008 (delibera che ha approvato lo schema di convenzione che consente al Consorzio Baraggia di presentare il progetto);
3) Incarico all’Ufficio Tecnico Comunale di predisporre una variante al P.R.G.C. vigente, eliminando l’area a servizi costituita sui mappali 145 e 147 del foglio 54 N.C.T. (area su cui sarebbe dovuta sorgere la centrale idroelettrica);
4) Istituire una commissione comunale composta da un Consigliere Comunale per ogni gruppo rappresentato e due componenti dell’associazione “I Cavalieri del Sesia” a cui dà ampio mandato per seguire in tutte le sue fasi il progetto di condotta forzata fino al suo completo abbandono;
Ritengo che l’integrazione dell’Ordine del giorno del Consiglio per deliberare singolarmente i quattro punti esposti sia la dimostrazione dell’effettiva volontà di fermare assolutamente un progetto che tutti riteniamo sbagliato e dannoso.
Giorgio Lazzarato
Ma le domande possono essere una falsità?
Non ho voluto rispondere subito al Sindaco, perché la tragedia afghana meritava il giusto rispetto, ma ecco cosa penso del comportamento e degli scritti del Sindaco di Gattinara in questi giorni.
Come era prevedibile, siamo tornati alle accuse di falsità contro chiunque abbia un’idea diversa dalla Sua, ma in questo caso date e atti non corrispondono alle affermazioni di chi risponde.
“Consigliere Lazzarato! Ma lei legge quello che scrivo? Perché ascoltare non ascolta, ma almeno legga! Le rispondo per punti, però la finisca di scrivere bugie e cercare in ogni modo di far passare messaggi distorti, alimentando un clima di falsità non si fa certo l’interesse di Gattinara, ma solo dei voti che con l’ultimo Consiglio-show pensavate di prendere”.
Così scrive il Sindaco rispondendo alle domande che gli ponevo. Intanto noto un certo nervosismo nei toni usati ma comprendo la tensione del momento dato che, come ha sottolineato il Consigliere Miglio, questa è per Riva la sua terza grave sconfitta personale.
Mi permetto di far notare che per un principio assiomatico, le domande, qualunque esse siano, non possono essere delle falsità. Posso essere poste in modo errato, essere non pertinenti, essere tendenziose ecc.. ma non false, come dicevo per assioma.
Al contrario risposte e affermazioni possono contenere falsità ovvero errori. Ed è in questi ultimi che è spesso incappato il nostro Sindaco.
Certo la sua presentazione della lettera del 19 marzo scorso solleva qualche dubbio sulla sua buona fede poiché egli ne riporta solo una parte: "In relazione alle implicazioni conseguenti… NON POSSIAMO FAR ALTRO CHE NON DIMOSTRARE PIU’ ALCUN INTERESSE A CHE VENGA REALIZZATO IL PROGETTO DI CUI ALL’OGGETTO.", ed omette il proseguo della lettera:"solamente se garantirete il gettito originariamente concordato, a favore del Comune, ancorché alla luce delle nuove disposizioni, saremo in grado di rivedere le nostre posizioni". Insomma se letta tutta la lettera non pare un chiaro rifiuto al progetto, come lascia intendere il Sindaco, ma la proposta ad una trattativa economica. Cosa ben diversa dal rifiuto, oppure ho detto un falso?
Ancora il Sindaco nei suoi interventi scrive: “E’ comunque facoltà dell’Amministrazione non far procedere -anche verbalmente- un atto interno come una Delibera di Giunta.”. Invito Sindaco e cittadini a leggere gli articoli dal 27 al 38 dello Statuto di Gattinara per capire chiaramente che le Delibere di Giunta non sono atti interni, ma atti amministrativi di manifestazioni di volontà della Giunta che per obbligo debbono essere rese pubbliche.
Altro errore grave: il Sindaco insiste a dire di non aver mai firmato nessun atto di autorizzazione nei confronti del progetto. Vero, ma vero anche che da molti anni non sono più i politici a firmare gli atti autorizzativi dei progetti, ma i funzionari incaricati (invito chiunque abbia in casa una vecchia concessione edilizia, un permesso di costruire o una convenzione qualsiasi con il Comune a controllare e vedrà che la firma non è del Sindaco in carica al momento, ma del funzionario incaricato dell’Ufficio).
Possibile che il Sindaco non lo sappia?
Naturalmente i funzionari firmano solo gli atti che possono essere validi a seguito di atti amministrativi presi dalla parte politica.
Ecco allora che il cerchio si chiude: si delibera in Conferenza dei Servizi che non serve la Valutazione d’Impatto Ambientale, con quell’atto si può procedere alla variante del Piano Regolatore per permettere l’approvazione del progetto della centrale idroelettrica, si approva lo schema di Convenzione con il Consorzio Baraggia che consente la realizzazione del “tubo” e, salvo ulteriori adempimenti necessari o complicazioni intervenute (Cavalieri del Sesia), tutto è pronto perché il Consorzio Baraggia chieda il Permesso di Costruire. Certo, il documento non sarà eventualmente firmato dal Sindaco, ma senza quegli atti ….
Ma in fondo non si arrabbi signor Sindaco, tanto i sondaggi saranno certamente con Lei, poiché come è noto sono gli oppositori ed alcuni giornalisti ad essere degli impenitenti “farabutti”.
Cordiali saluti
Giorgio Lazzarato
17.09.09
Tubo e amianto.
Ci siamo, finalmente nell’arrampicata sui vetri il Sindaco di Gattinara è arrivato all’amianto e allora vediamo come sono le cose. Comincerei con il ricordare che occuparsi di ambiente non significa usare espressioni bucoliche che descrivono paesaggi da favola che non esistono, così come non basta la retorica. Occuparsi di ambiente e di industrie collegate significa sapere che il riciclaggio e l’eliminazione dei rifiuti nel modo migliore possibile, magari trasformandoli in risorse, rappresenta una modalità consapevole ed intelligente di occuparsi del territorio. I rifiuti vanno trattati ed eliminati, non nascosti facendo finta che non esistono e l’industria che lavora in questo campo deve essere corretta e trasparente, valutando se esistano pericoli rispetto all’attività che si vuole svolgere. Adesso vediamo i fatti: siamo nel 2007 e l’Azienda ZETADI S.r.l. di Ferno (VA) che da anni lavora come impresa di bonifica dall’amianto si rivolge direttamente al Comune di Gattinara, incontrando il Sindaco, per proporre il progetto per la realizzazione di un impianto di trattamento dell’amianto attraverso un processo di ricristallizazione (cottura ad alta temperatura) delle fibre di amianto. L’Amianto è altamente pericoloso come fibra, diventa un normale inerte quando viene cristallizzato.
Il Sindaco dimostra interesse al progetto e chiede di saperne di più; vista la prima reazione ed individuato il sito possibile, la ZETADI S.r.l. mi incarica di seguire il progetto in tutte le sue fasi, comprese le autorizzazioni sovra comunali necessarie per quel tipo di lavoro.
Primo approccio professionale è avere un contatto con l’Ufficio Tecnico Comunale per spiegare il progetto e la sua collocazione sul territorio, il Dirigente è ovviamente già informato e l’incontro sviluppa tutte le fasi ritenute necessarie per giungere all’approvazione complessiva del progetto. Il secondo incontro è un appuntamento con Sindaco, dirigente dell’Ufficio Tecnico e responsabili di ZETADI. Ed ecco una prima sorpresa: il Sindaco non c’è ed il Dirigente ci dice chiaramente che il Comune di Gattinara è contrario al progetto a cui intende opporsi in tutti i modi. Stupiti e rammaricati i responsabili di ZETADI cercano un contatto con il Sindaco, ma nulla da fare. Si decide quindi di abbandonare il progetto a Gattinara e viene proposto in un sito a Roasio. Il Sindaco di Roasio, persona competente e molto corretta, dice di comprendere bene il valore del progetto, ma è consapevole del fatto che potrebbe creare contrarietà nell’opinione pubblica e quindi da subito informa Giunta e Consiglieri Comunali e poi indice un convegno pubblico presso la sala Conferenze di Villa Paolotti, per informare dei fatti l’opinione pubblica.
Il Convegno si conclude con la netta opposizione del Comune di Gattinara e molte perplessità da parte delle diverse organizzazioni ambientaliste invitate. Vista la reazione tutto si ferma. Questo significa valutare progetti e situazioni, non fare tutti gli atti amministrativi necessari e poi fare retromarcia.
Io non cambio facilmente idea, quando ho valutato bene le cose, secondo gli interessi del momento, e confermo oggi la mia valutazione sulla bontà del progetto che non comportava rischi per la salute dei cittadini. La realizzazione dell’impianto inoltre avrebbe dato un grosso contributo a risolvere il problema dello smaltimento dell’amianto che continuerà ancora per molti anni in tutta Italia e che a Gattinara vede ancora irrisolto il nodo delle coperture della ex Pozzi. Il Sindaco potrebbe dire qualcosa in merito, magari con linguaggio meno bucolico ed in modo più attinente al programma di bonifica che continuamente viene rimandato.
Infine bisogna considerare i posti di lavori che si sarebbero creati e che abbiamo perso per una presa di posizione ideologica.
Cordiali saluti
Lazzarato Giorgio11.06.09 FESTA DELL’UVA 2008 DI GATTINARA
IL BILANCIO ED IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE
Come Consiglieri Comunali abbiamo molte volte chiesto di conoscere i bilancio della festa dell’Uva, ottenendo di volta in volta sempre risposte vaghe di rimando o affermazioni perentorie secondo cui la festa non è mai costata ai gattinaresi in quanto il bilancio era totalmente coperto da sponsorizzazioni. Tale affermazione a nostro avviso si basa su una volutamente scorretta interpretazione dei ruoli, considerando i gattinaresi come contribuenti solo del bilancio comunale e non anche dei bilanci degli altri enti indicati come sponsor.
Per chiarire meglio, riportiamo le tabelle inviateci come resoconto del bilancio:
Voce di spesa
importo
Spese per pubblicità e promozione evento (compresa corsa botti)
€
5.889,86
Alloggi artisti
€
760,00
Cachet per spettacoli e diritti S.I.A.E.
€
40.275,00
Diritti e oneri SIAE
€
4.650,54
Rimborsi spese di partecipazione gruppi
€
17.280,00
Servizi diversi (grafica, audio/luci, g.p.g.)
€
11.973,41
Allacci elettricità
€
7.575,98
Noleggio bagni chimici
€
1.680,00
Diritti sanitari ASL
€
289,00
Premi e omaggi (compresa corsa botti)
€
510,00
TOTALE DELLE SPESE
€
90.883,79
Voce di entrata
importo
Contributo Provincia Assessorato Agricoltura-Turismo
€
15.000,00
Contributo Provincia Assessorato Cultura
€
4.000,00
Contributo CARISVER
€
5.000,00
Contributo Fondazione BPN
€
1.000,00
Contributo Distretto dei vini
€
20.250,00
Contributo C.C.I.A. Vercelli
€
1.500,00
Contributo Regione Assessorato Turismo
€
3.780,00
Contributo Regione Assessorato Cultura
€
8.000,00
Contributo Regione Assessorato Agricoltura
€
2.250,00
Sponsorizzazioni ENEL e ATL
€
10.440,00
Contributi da produttori e taverne
€
4.700,00
TOTALE ENTRATE
€
75.920,00
SBILANCIO A CARICO DEL COMUNE (75.920,00 – 90.883,79)
€
-14.963,79
La nostra lettura di queste tabelle rileva che il bilancio comunale paga i circa 15.000,00 Euro di sbilancio, oltre ai costi non riportati che sono gli straordinari degli operai comunali e degli agenti di polizia municipale da pagare alla Comunità Collinare. A questo aggiungiamo che le sponsorizzazioni vere, cioè denaro non pubblico (non a carico del contribuente) sono quelle evidenziate in tabella, pari a € 12.200,00, mentre il contribuente (compreso i gattinaresi) pagano € 78.683,79 contabilizzati oltre quelli non contabilizzati.
Non vogliamo aggiungere commenti e neppure criticare la festa, ma riteniamo sia sempre opportuno leggere correttamente i dati.
I Consiglieri de
L’UNIONE per Gattinara
21 maggio 2009 PEDEMONTANA BIELLESE
Come ho già avuto modo di dire in un precedente intervento sulla Pedemontana Biellese, vi sono attività che una volta decise dovrebbero avere solo uno sviluppo istituzionale, slegato da inutile propaganda e slogan insignificanti se non addirittura costosi per il contribuente. Non è importante chi ha portato a termine la procedura, quando questa è condivisa, perché sono le istituzioni a procedere. Il nostro Sindaco tuttavia non la pensa così e nella spasmodica ricerca di visibilità ha voluto mettere i puntini sulle “i”. Allora per evitare imprecisioni ho chiesto al Consigliere Regionale Alessandro Bizjak e alla Segreteria dell’Assessore Daniele Borioli (Trasporti e Infrastrutture), di aiutarmi a ricostruire la storia più recente che ha portato alla pubblicazione del bando internazionale, ed ecco:
Nel dicembre 2001, e successivamente nel maggio 2002, in forza delle convenzioni del 1997 e del 1998, successivamente integrate e modificate (la prima convenzione prevedeva il collegamento su Santhià), la Provincia di Biella consegna il progetto preliminare della tratta Biella-Rolino di Masserano–A26, casello di Romagnano-Ghemme (dicembre 2001) e del tratto Biella–A4, casello di Carisio (maggio 2005).
Per il tratto Biella-A26, è previsto un costo di 198 milioni di euro, senza indicazioni di possibili coperture finanziarie; per il tratto Biella-A4, il preliminare espone un costo di 125 milioni di euro, con un’ipotesi di riparto dei costi così configurata: Anas 47.5 milioni di euro, Regione 40 milioni di euro, privato, per concessione, 37,5 milioni di euro.
Nell’ Intesa del 2003 firmata da Regione Piemonte e Governo viene inserita la Pedemontana (nelle sue due articolazioni, Biella - Rolino di Masserano / Ghemme, A26 e Biella-A4 Torino-Milano) per un valore di 322 milioni di euro, e con impegno a far partire i lavori nel 2004 (presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, presidente della Regione Piemonte, Enzo Ghigo)
Dopo questi passaggi del tratto Biella-Rolino di Masserano-A26 si perdono del tutto le tracce e non risulta agli atti, né della Regione Piemonte, né del Governo, né di Anas, alcuna ipotesi di finanziamento.
Del tratto Biella–A4 Torino-Milano, Carisio, dopo 2 anni abbondanti di prodigiosa immersione, il tema ritorna improvvisamente, senza che sia intervenuta nel frattempo alcuna ulteriore elaborazione tecnico finanziaria, il 31 maggio 2004 (presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, presidente della Regione Piemonte, Enzo Ghigo) attraverso un protocollo d’intesa approvato solo dalla giunta regionale e MAI sottoscritto. Delle risorse ipotizzate nel protocollo non si è mai trovata alcuna traccia, né nel bilancio regionale, né tantomeno in quello dell’Anas o del Governo.
Arrivando a tempi più recenti, analizziamo l’attività svolta dal Ministro Antonio Di Pietro:
In data 27 aprile 2006 è stato firmato il protocollo di intesa tra Regione e Provincia di Biella per la redazione dello studio per la realizzazione del collegamento con l’autostrada Torino–Milano, il cui schema era stato precedentemente approvato con DGR 26-2688 del 24.04.2006.
In data 14 marzo 2007 è stato firmato l’accordo di programma tra Regione e Province di Biella e Vercelli (il cui schema era stato precedentemente approvato con DGR 14-5420 del 05.03.2007) per la redazione dello studio per la realizzazione del collegamento con l’autostrada Torino – Milano, successivamente adottato con DPGR n. 22 del 27.04.2007.
In data 11 marzo 2007 è stata firmata la Convenzione attuativa del suddetto AdP (approvata con Det. Dir. N. 279 del 28.06.2007) tra Regione, Provincia di Biella ed ARES con Rep n. 12636 del 09.08.2007
In data 15 febbraio 2008 ARES ha consegnato lo studio di fattibilità del collegamento tra Biella e l’autostrada A4 in corrispondenza del casello di Santhià.
In data 11 febbraio 2008 è stato firmato il Protocollo di Intesa tra Regione ed Enti locali per la condivisione del tracciato della tratta autostradale tra Biella e l’Autostrada A4 Torino – Milano casello di Santhià della pedemontana piemontese.
In data 24 luglio 2008 è stata costituita da ANAS S.p.A e da Società di Committenza Regione Piemonte S.p.A (SCR Piemonte S.p.A.) la società di diritto pubblico “Concessioni Autostradali Piemontesi S.p.A.” (C.A.P. S.p.A.) così come stabilito nel Protocollo d’Intesa fra Ministero delle Infrastrutture, ANAS S.p.A e Regione Piemonte sottoscritto in data 8 aprile 2008, con il mandato di realizzare alcune infrastrutture fra cui è inclusa la tratta della Pedemontana Piemontese A4 Santhià-Biella– Gattinara A26 Romagnano-Ghemme.
In data 12 marzo 2009 si è svolta la riunione del Collegio di Vigilanza durante la quale è stato concordato di procedere per la realizzazione dell’intervento nel suo complesso mediante l’individuazione di un promotore finanziario (project financing) ai sensi della Parte II°, Titolo III°, Capo III° del D. Lgs. 163/2006, e pertanto è necessario procedere alla redazione di uno studio di fattibilità integrato con la documentazione necessaria a dare corso alle procedure suddette.
In data 31 marzo 2009 è stato firmato l’Accordo di programma tra Regione e Province di Biella, Novara e Vercelli con la partecipazione di CAP SpA per la redazione dello studio di fattibilità della Pedemontana Piemontese A4 Santhià – Biella – Gattinara – A26 Romagnano / Ghemme.
Infine, lo scorso 25 aprile, la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale Europea del bando di gara, di un’opera da quasi 800.000,00 di Euro con un’estensione di 40,5 Km.
La nuova strada partirà dall’interconnessione con l’Autostrada A4 To-Mi in località Santhià, proseguirà in direzione Nord verso Biella dove, piegando verso Est, sfrutterà un tratto della strada regionale 142 adeguandola alle caratteristiche autostradali e proseguirà infine, sempre verso Est, connettendosi all’Autostrada A26 Voltri-Arona in località Ghemme. È prevista la realizzazione di otto svincoli, due per le relative interconnessioni con l’A4 e l’A26, e sei intermedi; saranno inoltre previste quattro aree di servizio. La piattaforma stradale sarà a carreggiate separate con una larghezza complessiva di 25,00 metri.
Le mie considerazioni finali: tutte le infrastrutture hanno quantomeno il vantaggio di creare economia durante l’esecuzione dei lavori, ma questa in particolare non la trovo più così fondamentale per il nostro territorio che, anzi, sarà ulteriormente segnato da un’altra carreggiata stradale e da un altro attraversamento con ponte sul fiume Sesia. Insomma l’ambiente non ne avrà grande profitto e neppure un grande miglioramento di traffico su quello che rimane della S.R. 142 (Biella/Arona), anche se i famosi slogan cercano di pubblicizzare il contrario. In tempi in cui finalmente si parla di autostrade del mare (trasporto su nave) e importanza del trasporto su rotaia, avrei preferito investire sulla ferrovia per il trasporto merci e per migliorare la condizioni della S.R. 142. La foto che abbiamo visto nei cartelloni pubblicitari (il camion che stringe il ciclista), continuerà a raccontare una realtà che permarrà anche dopo l’entrata in funzione della Pedemontana, se non si provvede al suo adeguamento.
Naturalmente Carlo Riva Vercellotti avrà modo di correggere quelle che sicuramente riterrà delle falsità, ma la cronologia descritta e quella che traspare dagli atti, riportata senza commenti.
Giorgio Lazzarato
4-02-2009
Parchimetri e commercio: un connubio possibile?
Da gennaio, dopo l’interruzione per le festività natalizie, sono tornati operativi i parcheggi blu nel centro storico di Gattinara, con alcune novità: il pagamento attraverso le colonnine e non più con il “gratta e sosta” e la gestione del servizio da parte di una ditta esterna.
Ora, sentendo i malumori di chi deve parcheggiare per pochi minuti per alcune compere veloci, dei commercianti che lamentano la situazione di clienti “spaventati” dalle multe che fioccano, ed unendo a ciò il fatto che l’introito dei parcheggi per il bilancio comunale è risibile, mi permetto di esprimere alcune considerazioni.
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Il basso, ed ora ulteriormente in calo, introito dei parcheggi, farà sì che la ditta che li ha installati per far tornare i conti dovrà elevare qualche contravvenzione in più di quelle sino ad ora comminate, e ciò sta già succedendo con la presenza di un ausiliario del traffico che naturalmente deve essere retribuito.-
Lo scopo dei parcheggi a pagamento nel centro storico in prima istanza era quello di permettere un veloce ricambio delle auto posteggiate, ma ora si sta andando all’eccesso opposto, con pochissime auto parcheggiate in centro.-
Se il problema è evitare che in zona disco orario rimangano auto per ore ed ore con il semplice cambio del disco, basterebbe elevare qualche contravvenzione in più per scoraggiare i furbetti.-
Il commercio in Gattinara è parecchio in crisi: i negozi sono allo stremo; basta dare un’occhiata alle numerose serrande abbassate per cogliere tale difficoltà. (Eroici quei commercianti che resistono con bilanci sul filo di lana e chi tenta nuove “aperture” che non vanno molto lontano).-
La paura della multa per pochi minuti di sosta in più rispetto al tagliandino esposto sul cruscotto allontana ulteriormente i potenziali clienti dai negozi.-
Credo che errare è umano ma perseverare è diabolico….
Partendo dalle considerazioni su esposte, mi chiedo il perché della scelta sulle modalità di sosta nel centro storico fatta dall’Amministrazione, se tale scelta sia stata discussa con i commercianti e se il neo Assessore al commercio Massimo Bot sia convinto della bontà dell’iniziativa.
E se ne siete convinti, cari Amministratori, mi chiedo cosa vi hanno fatto di male i commercianti di Gattinara.
E se anche mi risponderete che i commercianti sono contenti dei parcheggi a pagamento, scusate se non ci credo. Per dare respiro al commercio e rivitalizzare il centro storico ci vuole ben altro che un “Nuovo corso”.
Chiedo scusa ai nostri Amministratori per le mie considerazioni, ma sono solo mie, di un povero consigliere comunale che in fondo ha preso solo una manciata di voti….
Franco Patriarca
27/01/2009
Un Sindaco in crisi
Carlo Riva Vercellotti, Sindaco di Gattinara è sempre più in crisi.
Dopo il buon risultato elettorale ha dovuto confrontarsi con la difficoltà pratica di amministrare, che è cosa diversa dal fare propaganda e tenere discorsi retorici, così la crisi è giunta presto.
In Consiglio Comunale, conscio evidentemente della difficoltà, evita il confronto anche cercando di applicare ottusamente il regolamento togliendo la parola ai consiglieri che intervengono pur di evitare di rispondere. Recentemente poi si è imbarcato in un confronto inutile con un cittadino per discutere della propria indennità di carica, che non è importante quanto sia in termini di euro, ma rimane il concetto di fondo che la politica costa troppo a tutti i livelli ed un Comune come il nostro non può permettersi politici professionisti.
Ripeto, nulla da obiettare sul fatto che il Sindaco abbia scelto la professione del politico, anzi tutti i miei migliori auguri, come gli avevo già esposto in Consiglio Comunale la prima volta che è stato eletto Consigliere Provinciale, per aver scelto una professione così difficile.
Quello che gli contesto è il modo di farlo, con arroganza nei confronti di chi non la pensa come Lui e senza ascoltare nessun consiglio, atteggiamenti questi che lo portano a decisioni costose per la collettività.
Così è avvenuto ad esempio con il P.I.P., scelta sbagliatissima come è ormai evidente ai più. Diverso sarebbe stato investire quella somma per recuperare l’area ex Pozzi restituendo così alla città un’area significativa e scandalosamente inutilizzata da anni. Ed ancora, per fare un altro esempio, con il progetto per l’acquedotto: tutti sanno che il difetto è nelle condotte vecchie e inadeguate, ma Lui segue la scelta più facile di costruire un depuratore che immette acqua pulita in tubi sporchi e costruisce un nuovo serbatoio per alimentare le perdite di tubi colabrodo, tanto tutto si paga con le tariffe (cittadini utenti). Le perdite non si vedono, ma le opere si, ciò che conta è il consenso non il risultato.
Questa situazione lo porta ad alterarsi facilmente, come è emerso nella conferenza stampa del 18 dicembre scorso, dove sbandiera cifre inutili e dichiara che io sono patetico perché gli faccio notare che è davvero singolare iniziare una carriera dirigenziale di una Società (Nordind S.p.A.) dal vertice, specie quando a quel vertice non si arriva per meriti professionali, ma per successo elettorale, cosa questa ben diversa.
Sig. Sindaco io non mi permetterei mai di discutere la sua preparazione culturale e le conoscenze che Le derivano dai suoi studi, ma ribadisco: è cosa di buon senso iniziare le carriere professionali dal giusto posto di chi sa che vi è sempre molto da imparare. Il curriculum serve per dimostrare le esperienze, non solo le competenze per studio.
Sig. Sindaco io non mi sento patetico per averLe dato quei consigli e la rispetto, ma non mi astengo dal dire che Lei occupa un posto in Nordind S.p.A. (Società pubblica dove si spende denaro di tutti) senza avere dimostrato l’esperienza necessaria e sa benissimo che non saranno gli elettori a decidere se Lei ha lavorato bene in quella Società per rinnovarLe il mandato. Abbandoni la retorica e impari ad ascoltare senza pregiudizi gli avversari politici e a valutare le loro proposte con più serenità: si troverà certamente meglio.
Vede io faccio parte di quella categoria che fa politica per passione ed impegno civile e per questo sono molto più libero di esprimere giudizi sull’operato degli amministratori e mai sulle persone.
Ancora i miei migliori auguri, mi pare che in questo momento ne abbia molto bisogno.
Un’ultima osservazione, usare o tentare di usare i regolamenti per fare piccole ripicche non le rende merito, anche quando cerca di protrarre nel tempo la consegna di documenti dovuti.
Saluti
Giorgio Lazzarato
Nordind e P.I.P.
Il Sindaco di Gattinara torna a parlare di aree industriali e allora mi permetto di aggiungere qualcosa anche dal punto di vista dell’opposizione sugli argomenti trattati.
Area Nordind: posta all’incrocio di via Ottaviano con via L. Faglia, è un’area mista per insediamenti commerciali e produttivi progettata all’inizio anni ’90, che ha sempre faticato ad arrivare alla sua conclusione, per diversi motivi. Oggi rimane ancora da completare totalmente per la parte commerciale, circa 40.000,00 mq e parzialmente per la parte di insedianti produttivi. Una discreta superficie. A questo proposito ricordo che l’area Nordind è un piano urbanistico esecutivo e come tale può essere modificato secondo le esigenze che emergono, come è stato fatto nel corso di questi anni, proprio per accogliere le poche imprese che si sono insediate.
In merito alle possibilità indicate dal Sindaco sull’insediamento di un deposito di logistica (raccolta dei containers per poi servire la distribuzione al dettaglio) è il caso di osservare che si tratta di strutture con poco personale impiegato rispetto alla superficie occupata e per lo più senza specializzazione (per conferme chiedere a Vicolungo, Biandrate e Arborio), e che in compenso prevedono continui movimenti di mezzi di trasporto con il relativo inquinamento (forse il Sindaco ricorda la polemica che Lui stesso ha sollevato poco tempo fa).
Area P.I.P.: è attigua all’area Nordind con lotti messi in vendita a 43,00 €/mq, un prezzo troppo elevato per attirare compratori. Con soddisfazione prendo atto che anche il Sindaco si è accorto che il prezzo proposto è eccessivo, perché è proprio l’obiezione sollevata dalla minoranza quando è stato presentato il progetto, che lui ha approvato e sostenuto come capogruppo dell’allora maggioranza. Il costo unitario dei lotti è dato da un semplice calcolo aritmetico: l’investimento complessivo di circa € 4.300.000,00 diviso per la superficie dell’area di circa 100.000,00 mq uguale 43,00 € al metroquadro. Questi numeri erano scritti nel quadro economico del progetto che il Sindaco ha sostenuto ed approvato, e che prevede che l’investimento rientri con la vendita delle aree a 43,00 €/mq, e già non sono conteggiati gli oneri finanziari per gli interessi passivi sul prestito. Ora, se si decidesse di vendere a 18,00 €/mq come per le aree vicine, e come sembra proporre il Sindaco nelle sue dichiarazioni, il rientro sarebbe di soli 1.800.000,00 € ed i rimanenti 2.500.000,00 € rimarrebbero a carico della collettività, condizione certo non ottimale. Altra cosa sarebbe stato investire la stessa somma per bonificare e rendere fruibile l’ex area Pozzi.
Insomma, sig. Sindaco, la smetta con i pregiudizi ed ogni tanto ascolti anche i consigli della minoranza: come vede non sono polemici e faziosi, ma cercano sempre di essere legati ai risultati che ci si aspetta dagli investimenti fatti con il denaro pubblico. Forse questi errori La porteranno a riflettere e capire che gli slogan sono buoni per le campagne elettorali, ma poi non servono per amministrare nell’interesse dei cittadini.
NORDIND
Ho letto le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco di Gattinara a proposito della sua nomina a Presidente del CdA di Nordind S.p.A. e voglio esplicitare il perché, a mio avviso, questa nomina non rappresenti un’opportunità per la nostra città.
Nel suo intervento il Sindaco spiega i vantaggi che possono derivare dal suo operato per Gattinara, facendo intendere che potrà così favorire possibili nuovi insediamenti produttivi. Ed è proprio questo un primo grave errore, pensare cioè in piccolo non considerando che, così come l’economia italiana migliora se migliora quella europea e quella europea è legata a quella mondiale in generale ed a quella statunitense in particolare (vedi crisi attuale), così l’economia di Gattinara progredisce con il progresso generale del paese Italia e non il piccolo paese Gattinara. Caro Sindaco, questa è l'economia globale. Questo errore lo ripete spesso anche quando dice che parte dei costi della festa dell'uva è a carico di Provincia e Regione, come se i gattinaresi non fossero contribuenti di quegli Enti.
Per questo un Presidente con questi obiettivi non rappresenta in generale un’opportunità per la collettività.
Lui stesso dice che il suo nome è emerso per il consenso elettorale avuto, cioè una nomina politica in una società (nel senso di impresa, n.d.r.) che non dovrebbe essere politicizzata per funzionare bene, bensì diretta da uomini esperti di economia e del settore, cosa questa che, per quanto conosciuto, non fa parte del curriculum del Sindaco.
Altra scelta sbagliata è stata la realizzazione dell’area P.I.P. di Gattinara confinante proprio con il residuo della zona Nordind. Le regole costruttive che le caratterizzano fanno delle due aree un doppione, quindi un inutile “consumo” di territorio ed un costo improduttivo. Con lo stesso investimento si poteva recuperare l’area ex Pozzi, risanando una porzione significativa di territorio comunale, creando in tal modo veramente opportunità per Gattinara.
Anche la questione del doppio incarico non è risolta e cerco di spiegare il perché.
Mi pare evidente che Carlo Riva Vercellotti abbia scelto come professione di fare il politico, scelta su cui ovviamente più che rispettabile. Ritengo sia meglio avere politici professionisti, almeno ad un certo livello, piuttosto che semplici dilettanti. Il punto è che un piccolo centro come Gattinara non può permettersi di pagare uno stipendio adeguato ad un professionista della politica, così come è evidente che lo “stipendio” da sindaco non è certamente sufficiente ed adeguato. Ecco allora che si cerca di sopperire con altri incarichi retribuiti, vedi Nordind, ottenendo il posto per opportunità politica e non per capacità. Senza nulla togliere a Riva Vercellotti, non si conosce nessuno che inizi la propria esperienza lavorativa dal vertice aziendale se non appunto per meriti “esterni” alla funzione che va a ricoprire. Quando succede si hanno due possibilità con la stessa conseguenza: se il Presidente è veramente lui a dirigere è molto probabile che l’Azienda si trovi in difficoltà per errori ed inesperienza, oppure il Presidente ricopre una carica fittizia lasciando che siano altri a svolgere l’effettivo ruolo decisionale. La conseguenza è una sola: maggiori costi che, come in questo caso di azienda pubblica, ricadono sul contribuente.
Come ultima considerazione voglio dire che ritengo utile dividere le funzioni: chi vuole fare il politico di mestiere, si occupi appunto di politica, lasciando ad altri le gestioni aziendali, altrimenti si innesca quel circolo vizioso che rappresenta la spirale di crescita dei costi della politica e la formazione della casta politica tanto deprecata.
Insomma ritengo che i politici di professione siano utili e necessari, ma comuni della nostra dimensione non hanno bisogno di politici professionisti, meglio quelli dilettanti ma capaci.
Giorgio Lazzarato
LE MANI NELLA MARMELLATA di ATENA S.p.A. e Nordind S.p.A.
Il Sindaco di Gattinara Carlo Riva Vercellotti e l’Assessore Mario Mantovani sono stati colti, dal punto di vista etico, con le “mani nella marmellata” e non solo dalla minoranza, che quindi potrebbe essere considerata polemica e faziosa, ma da un membro dell’attuale maggioranza di governo che è la stessa in Comune a Gattinara e Vercelli ed in provincia.
I fatti:
MARIO MANTOVANI: con l’Amministrazione Mantovani si decide di non indire gara d’appalto per la raccolta e trasporto rifiuti urbani, ma di affidarsi con contratto diretto ad Atena S.p.A. (ex municipalizzata di Vercelli). Per fare ciò è necessario che Atena diventi una società partecipata e così Gattinara acquista una piccola quota di azioni Atena.
Adesso il contratto è prossimo a scadenza e Gattinara aderisce al CO.VE.VA.R. (Consorzio Vercelli Valsesia Rifiuti) e decide di rivendere le quote di Atena, che propone al Comune di Vercelli (maggior azionista di Atena).
Nel frattempo Mario Mantovani è nominato nel Consiglio d’Amministrazione di Atena (perché se usciamo dalla Società?), ma essendo già Amministratore di un comune azionista, per effetto della Legge Finanziaria 2007, non ha diritto all’indennità di carica, ma può ovviamente partecipare alle riunioni del CdA, cosa che risulta non abbia mai fatto.
Se Gattinara vende le Azioni l’incarico di Mantovani diventa retribuito (circa 20.000,00 €/anno) perché Atena non è più società partecipata.
Il Comune di Vercelli, su mozione del Consigliere di Maggioranza Ercole Fossale, ritiene che non è necessario fare questo regalo a Mario Mantovani e chiede ed ottiene di bocciare la proposta di acquisto. Mantovani se vuole può continuare a partecipare al CdA a titolo gratuito, come molti altri consiglieri, Presidente compreso.
CARLO RIVA VERCELLOTTI: quando inizia la campagna elettorale 2006, il candidato Sindaco Vercellotti è già Assessore Provinciale e promette, in caso di elezione, le immediate dimissioni per fare il Sindaco a tempo pieno. Una volta eletto, ci ripensa e mantiene il doppio incarico con doppia indennità tanto, dice, la Provincia è in scadenza, solo 10 mesi. Alle nuove elezioni, in coerenza, avrebbe dovuto lasciare il posto ad altro candidato, invece eccolo nuovamente candidato ed eletto consigliere provinciale (meglio
non lasciare il posto ad altri, non si sa mai). Poi si presenta l’occasione di essere nominato presidente del CdA di Nordind S.p.A. (società partecipata dalla Provincia di Vercelli, che si occupa di costruzioni di aree industriali). Nuovamente il problema che questo incarico dovrebbe essere fatto a titolo gratuito, ma Riva Vercellotti non ha problemi e prontamente rimette il mandato da Consigliere Provinciale (quello non retribuito, se non da un minimo gettone di presenza). La minoranza aveva prontamente sollevato la questione, ma aveva trovato poco spazio, per fortuna arriva il caso Mantovani sollevato da un membro della maggioranza ed entrambi casi prendono il giusto rilievo.
Insomma tutti e due presi con le MANI NELLA MARMELLATA, come si dice in questi casi: nulla di penalmente rilevante, ma eticamente tutto molto discutibile, giusto quindi dare le dimissioni e ritirarsi in buon ordine, invece ….
Quando come gruppo di minoranza chiediamo un Consiglio Comunale per discutere l’opportunità di lasciare le deleghe di assessore a Mario Mantovani (non abbiamo i numeri per presentare una mozione di sfiducia al Sindaco), questo è convocato alle 9.00 di lunedì mattina, insomma ci si vergogna di discutere con la presenza, sia pur sempre minima, dei cittadini gattinaresi.
Giorgio Lazzarato
UNA STORIA DI FANTAPOLITICA
La storia è ambientata in una cittadina del nord ovest.
Nel 2003 l’allora Sindaco, dovendo procedere alla gara d’appalto per la raccolta dei rifiuti urbani, chiede al Consiglio Comunale di acquistare poche azioni di una ex Azienda Municipale del capoluogo di provincia, ora trasformata S.p.A., in questo modo l’Azienda diventa una partecipata del Comune ed è possibile avere un contratto diretto, senza gara d’appalto. Il Sindaco spiega che è fatto per dare garanzie di efficienza e senza nessuno altro scopo.
Nel 2006 si vota in quella piccola cittadina ed il Sindaco è sostituito; il precedente diventa Assessore e forse perché ha più tempo disponibile, si fa nominare Consigliere d’Amministrazione nella S.p.A. che ha il contratto di raccolta rifiuti. Naturalmente non pensa alla retribuzione che gli spetterà, ma è un impegno civile per garantire e tutelare meglio gli interessi del suo Comune.
Poi nel 2006 arriva un governo cattivo e con la Legge Finanziaria del 2007, stabilisce che gli amministratori di enti locali che entrano nei Consigli d’Amministrazione delle società partecipate debbono farlo a titolo gratuito. Naturalmente l’Assessore della nostra storia non ha problemi, perché Lui partecipa per spirito civico e non per il compenso, quindi plaude al provvedimento (?).
Nel frattempo per Legge è costituito un Consorzio Provinciale per la gestione degli appalti della raccolta rifiuti. Il Comune della nostra storia, avendo un contratto con un’Azienda partecipata, potrebbe continuare con quello in essere senza aderire alla gara del consorzio, come ad esempio ha fatto il Comune Capoluogo di provincia nonché maggior azionista della S.p.A.
Avendo fatto la scelta della gara, il nostro Comune decide di vendere le poche azioni che possiede, proprio al maggior azionista. Dopo la vendita non sarà più un’azienda partecipata, quindi il nostro assessore avrà la possibilità di percepire la indennità di carica (circa 20.000,00 euro/anno), ma la cosa è puramente casuale e non voluta e quindi darà le dimissioni anche perché non si capisce il motivo di rimanere in quel C.d.A.. Ma qualcosa non funziona ed il Consiglio Comunale del Comune capoluogo delibera di non acquistare le azioni e tutto rimane come prima e l’Assessore non ha presentato le dimissioni dal C.d.A..
Naturalmente tutto è avvenuto casualmente, anche la proposta di vendere le azioni, non è certamente legata all’opportunità di avere l’indennità di carica; ma non si può evitare di pensare che non vi erano motivi per farsi nominare nel C.d.A. di un’Azienda che si vuole lasciare, o forse un pensierino all’indennità è stato fatto?
Certo adesso la soluzione più dignitosa sarebbe dare le dimissioni dalla Giunta del proprio Comune da parte dell'Assessore, togliendo ogni dubbio, ed è così che avverrà ( nella FANTAPOLITICA).
Questo breve raccontato è ovviamente una storia di fantasia ed ogni eventuale riferimento a fatti realmente avvenuti o persone reali è puramente casuale. Così come quelli della prossima puntata con protagonista un Sindaco di una cittadina del nord ovest, ex Consigliere Provinciale e Presidente di una Società partecipata dalla Provincia.
Giorgio Lazzarato
Egr. Direttore
Quanto stiamo per raccontare è certamente un piccolo episodio, ma forse può fornire qualche spunto di riflessione in particolare a quei cittadini elettori che ancora non hanno deciso come orientare il proprio voto.
Qualche giorno fa Mauro Bruscagin, coordinatore del locale Circolo PD, ha inoltrato presso gli uffici comunali richiesta di autorizzazione ad affiggere alcuni manifesti di propaganda alle vetrine di un locale situato in corso Valsesia, locale che sarebbe divenuto la sede elettorale del partito.
Il funzionario incaricato ha risposto negativamente chiarendo che in base a norme nazionali, riprese anche da una recente delibera comunale, il materiale relativo alla propaganda elettorale può essere pubblicamente esposto soltanto nei luoghi individuati ed assegnati dall’Ente Locale.
Dura lex, sed lex: alla norma pertanto il locale PD si sta adeguando.
In questi giorni tuttavia se si percorre lo stesso corso Valsesia ci si imbatte nella vetrina della sede di Forza Italia ove campeggia, affisso alla porta di ingresso, un manifesto del Popolo della Libertà che esorta l’Italia a rialzarsi votando per Silvio Berlusconi. ( Per inciso il nostro Paese aveva già cominciato a risollevarsi con Prodi dopo essere stato messo in ginocchio da cinque anni di governo del centrodestra.).
Colpisce che proprio il partito del Sindaco, che tra l’altro è candidato alla Camera dei Deputati, venga meno alle norme e confidiamo che presto si provveda a ristabilire la legalità allontanando così il sospetto che l’acronimo PdL possa essere interpretato come Popolo della Licenza di fare ciò che si vuole in spregio alle regole.
I Consiglieri Comunali de “L’unione per Gattinara”
aderenti al P.D.
Biondi Giuseppe
Lazzarato Giorgio
Rizzato Manuela
OCCASIONI PERSE
Egr. Direttore
Nel rispondere alla “polemica” su F.C. GATTINARA, il Sindaco Riva Vercellotti ripropone la discussione sul sistema di smaltimento dell’amianto proposto dalla società ZETADI S.r.l., liquidando nuovamente il problema come semplice megastoccaggio (forse voleva fare un gioco di parole con il megatavolo della sala Giunta pagato con i soldi dei contribuenti).
E’ opinione diffusa che uno dei problemi dell’economia italiana sia lo scarso investimento nella ricerca con conseguenti ricadute negative sull’attività produttiva che fatica ad innovarsi. Ebbene il rifiuto del nostro Comune era e rimane un’occasione persa poiché si è rinunciato ad un sistema innovativo nel risolvere un problema che, vista la grande diffusione che aveva raggiunto la costruzione di coperture con lastre in cemento amianto (Eternit), interessa praticamente tutto il territorio nazionale e grande peso ha nel nostro piccolo, abbiamo già ricordato i 40.000 m2 della sola area ex Pozzi. Ed è altresì un sistema capace anche di creare occupazione e quindi ricchezza per il paese che lo ospita.
Certo è fondamentale avere fiducia della struttura industriale che si propone, ma per questo è importante avere almeno tre elementi:
- Un progetto credibile ed in questo caso la garanzia era offerta dalla serietà del prof. A.F. Gualtieri docente presso l’Università di Modena e Reggio Emilia;
- Qualità dell’Ente che controlla il progetto (Università di Modena e Reggio Emilia);
- Fiducia nella gestione e buon governo del territorio, compito affidato al Comune eventualmente ospitante l’impianto.
Elemento questo non impossibile e come esempio citiamo il Comune di Peccioli e la discarica lì realizzata, ormai esempio internazionale di gestione del processo rifiuti e di produzione di energie alternative, con le importanti ricadute economiche per il paese e la relativa popolazione. Invitiamo i lettori a fare una piccola ricerca su Internet per le relative conferme (digitare in qualsiasi motore di ricerca: discarica peccioli).
In merito al rinnovo dell’invito nei confronti del consigliere Lazzarato a presentare le dimissioni, si chiarisce nuovamente che il suo lavoro è la libera professione, non il politico, ed è quindi normale per un professionista del suo settore presentare proposte e progetti ai comuni. Non sarebbe lecito invece avere dei vantaggi dall’essere amministratore, ma, come certamente sa il Sindaco Riva Vercellotti, Lazzarato non ha mai tratto profitto da questa posizione né trattamenti di favore né per sé né per clienti o amici. Allo stesso modo nessuno di noi ha mai ricoperto incarichi retribuiti, come componente ad esempio di Consigli di Amministrazione, in Enti o Consorzi inutili che costano solo al contribuente. Lasciamo ad altri ogni esame di coscienza.
Non troviamo quindi motivazioni, perché il consigliere Lazzarato debba presentare le dimissioni. Se si ritiene abbia commesso errori gravi come amministratore tali da chiederne l’allontanamento dal Consiglio Comunale, ebbene li si espliciti oppure si abbandoni questa inutile e pretestuosa richiesta.
Vogliamo infine dare un suggerimento. Riteniamo sia inopportuno presentare e sostenere un bilancio con errori materiali palesi e negarne l’evidenza. La mancanza grave non è aver commesso l’errore, ma non volerlo ammettere e mantenerlo anche se preventivamente segnalato.
Manuela Rizzato
Giorgio Lazzarato
PUNTI DI VISTA 1
TURISMO A GATTINARA
Ieri ho letto un notizia positiva sulla pagina locale di un quotidiano: la presenza turistica a Gattinara nel 2007 è aumentata di oltre il 100 %.
Poi leggo con attenzione e faccio alcune riflessione sui dati riportati e sulle dichiarazioni del Sindaco.
Gattinara dispone di 108 posti letto che nel 2007 sono stati occupati da oltre 10.000 presenze: il Sindaco precisa che molte sono l’espressione del cosiddetto turismo per affari, costituito cioè da persone che pernottano fuori casa per motivi di lavoro; aggiunge poi che si è registrata una buona presenza di turisti nei weekend e che molti di questi hanno preso l’abitudine di tornare a casa con una bottiglia di vino come ricordo della città.
Bene, ma poi scatta il punto di vista “ingegneristico” ed è inevitabile fare due conti.
In un anno ci sono 52 settimane, togliendo 4 settimane per le ferie estive, 2 per la pausa natalizia e 2 per altre interruzioni, rimangono 44 settimane per 5 giorni lavorativi fanno 220 giorni per 108 posti letto, una potenzialità di 23.760, poi aggiungo almeno 30 settimane per i weekend, altri 60 giorni per 108 posti pari a 6.480 pernottamenti, totale: 30.240 presenze potenziali, che, visti i dati delle presenze registrate, determinano una occupazione effettiva del 30 % di quella potenziale. Non ritengo sia un buon risultato.
Poi penso ai molti turisti(ma non tutti), supponiamo 6.000, che acquistano due bottiglie cadauno, per un totale di 12.000 su una produzione del solo D.O.C.G. di 400.000 bottiglie, pertanto le vendite corrisponderebbero al 3% della produzione complessiva, anche in questo caso dato non certo significativo.
Infine suppongo che questi turisti spendano 150,00 € cadauno nei giorni di presenza e trovo un ricavo di 1.500.000,00 €.
Insomma tutto bene per gli operatori del settore, ma rinnovo il mio giudizio espresso in Consiglio Comunale, ovvero che non può essere il settore economico capace di sostenere la nostra economia.
Giorgio LazzaratoPUNTI DI VISTA 2
LA LEGALITÀ
Egr. Direttore
Nei giorni scorsi è ricomparsa sui giornali locali la polemica sull’ospedale di Borgosesia e il Direttore Generale dell’A.S.L. 11 ha risposto che tutto procede regolarmente e nel rispetto delle norme. Anche questa volta ho qualche dubbio in proposito.
Il primo passo per la costruzione del nuovo Ospedale di Borgosesia è stata la gara d’appalto per l’affidamento dell’incarico di progettazione, bandita nel 2000 con le le delibere dirigenziali ASL 11 n. 2584 del 03/02/2000 e n. 2652 del 10/11/2000. Bandi che prevedevano le seguenti caratteristiche economiche dell’opera da eseguire:
opere strutturali
£
6.000.000.000
€
3.098.741,39
Opere civili
£
12.000.000.000
€
6.197.482,79
Impiantistica meccanica e fluidodinamica
£
7.000.000.000
€
3.615.198,29
Opere elettriche e speciali
£
8.000.000.000
€
4.131.655,19
Arredi
£
9.000.000.000
€
4.648.112,09
Importo complessivo
£
42.000.000.000
21.691.189,76
Importo per progettazione
£
4.637.281.000
€
2.394.955,77
La gara è stata vinta dal raggruppamento del Prof. Ing. Calvi Gian Michele di Pavia, come da Deliberazione del Direttore Generale ASL 11 n 1854 del 19/09/2001 con un compenso complessivo richiesto di £ 2.898.125.000 (€ 1.496.756,65), con uno sconto pari al 38 %.
Il progetto viene approvato con Deliberazione del Direttore Generale n. 1718 del 14/10/2003, con il quadro economico di seguito riportato e confrontato con quello del bando di gara:
QUADRO ECONOMICO DEL BANDO
QUADRO ECONOMICO DI PROGETTO
VARIAZIONE %
opere strutturali
€
3.098.741,39
€
3.760.785,78
+ 21.36
Opere civili
€
6.197.482,79
€
9.324.095,78
+ 50.45
Impinatistica meccanica e fluidodinamica
€
3.615.198,29
€
4.087.438,96
+ 13.06
Opere elettriche e speciali
€
4.131.655,19
€
3.918.289,82
- 5.16
Totale
€
17.043.077,67
€
21.090.609,79
+ 23.75
Nel quadro economico di progetto, l’importo per arredi viene trasferito nelle somme a disposizione e quindi esterno alla progettazione (oggi leggo che dovranno essere reperiti i fondi per l’arredo, ma in tutti questi anni cosa avevano pensato di fare? Lasciare l’ospedale senza arredi?).
Variazioni tra gli importi del bando e quelli di progetto sono comprensibili, ma, a mio avviso, è comunque macroscopica la differenza d’importo per opere civili. Non sarà stata causata dalla scelta del sito, individuato anche contro il parere della Provincia, proprio per ragioni di caratte geologico?
Ed invece voluto assolutamente lì dall’allora Sindaco di Borgosesia?
Nel contempo il compenso per progettazione cambia come riportato:
DLIBERA DI ASSEGNAZIONE INCARICO
QUADRO ECONOMICO DI PROGETTO
VARIAZIONE %
Importo per spese di progetto
€
1.496.756,65
€
2.476.732,71
+ 65.47
A fronte di un aumento di costi per lavori (elemento a base del calcolo del compenso professionale) del 23 %, le spese tecniche sono aumentate del 65 %.
Finalmente i lavori iniziano nel 2004 e sarebbero dovuti terminare nel luglio 2007, ma come è noto ancora non sono stati ultimati.
Nel frattempo tuttavia qualcosa è cambiato: i lavori eseguiti hanno comportato la riduzione dei posti letto. Se non ricordo male lo stesso Direttore Generale aveva criticato il progetto, motivando le modifiche proprio con la necessità di migliorare la distribuzione interna del vari reparti e spazi in genere. Mi pare di aver capito che anche la spesa complessiva sia variata ben oltre il 5 % dell’importo di contratto (valore massimo consentito per legge); non riporto la cifra perché non la conosco con precisione, ma mi riprometto di andare a consultare la contabilità finale, vista la disponibilità indicata dal D. G. nell’articolo di risposta al Vice Sindaco di Borgosesia.
Quello che ho esposto, tecnicamente e secondo la Legge sui Lavori Pubblici, si definisce variante in corso d’opera, possibilità prevista e normata dalla Legge, anzi dalle Leggi. Perché al momento dell’appalto vigeva la Legge 11/02/1994 n. 109 (Legge MERLONI) e successivamente è subentrato il Decreto Legislativo 12/04/2006 n. 163, ma il disposto dell’articolo di riferimento è rimasto invariato, bisogna poi ancora considerare il disposto del
D.P.R. 21/12/1999 n. 554 Regolamento di attuazione della legge quadro in materia di lavori pubblici.)
Riporto solo il comma 3 dell’articolo sulle varianti:
[3] Non sono considerati varianti ai sensi del primo comma gli interventi disposti dal direttore dei lavori per risolvere aspetti di dettaglio, che siano contenuti entro un importo inferiore al 10 per cento per i lavori di recupero, ristrutturazione, manutenzione e restauro e al 5 per cento per tutti gli altri lavori delle categorie di lavoro dell'appalto e che non comportino un aumento dell'importo del contratto stipulato per la realizzazione dell'opera. Sono inoltre ammesse, nell'esclusivo interesse dell'amministrazione, le varianti, in aumento o in diminuzione, finalizzate al miglioramento dell'opera e alla sua funzionalità, sempreché non comportino modifiche sostanziali e siano motivate da obiettive esigenze derivanti da circostanze sopravvenute e imprevedibili al momento della stipula del contratto. L'importo in aumento relativo a tali varianti non può superare il 5 per cento dell'importo originario del contratto e deve trovare copertura nella somma stanziata per l'esecuzione dell'opera.
Lascio al lettore di scoprire i restanti commi dell’art. Art. 132. (Varianti in corso d'opera) del Decreto Legislativo 12/04/2006 n. 163 valutando se il comportamento tenuto è quello previsto dalla Legge. Mi limito ad osservare che la riduzione da 200 a 120 posti deve essere considerata una modifica sostanziale, che la cifra finale supera il 5 % dell’importo di contratto e che le circostanze delle modifiche difficilmente erano totalmente imprevedibili al momento della stipula del contratto.
Ringrazio ancora per l’ospitalità, augurandomi che eventuali smentite a quanto su esposto siano chiare e documentate.
Giorgio Lazzarato
PUNTI DI VISTA 3
LA CASTA DI PAESE
Egr. Direttore
Ci permettiamo di usare ancora lo spazio che ci vorrà concedere per esprimere il nostro punto di vista, sempre in attesa di cortese smentita, come chiede il conduttore di una interessante trasmissione televisiva.
Che Gattinara non abbia più lo splendore economico degli anni ’60 e ’70 è un dato certo, molto ci sarebbe da dire sulle motivazioni, ma non è questo su cui vogliamo puntare l’attenzione. Adesso proviamo a considerare solo alcuni dati oggettivi che stanno sotto gli occhi di tutti.
Per la struttura urbanistica del centro non è certo un buon momento: passando per le vie si vedono molti edifici vuoti ed abbandonati (in tutto o in parte) e pochissime facciate sono state oggetto di recenti interventi;
l’illuminazione pubblica del centro, non è certo invitante a passeggiate serali o nei pomeriggi invernali;
non sarà questa l’unica causa, ma diversi negozi sono stati chiusi, eppure negli anni passati il commercio era veramente un motore economico per il paese.
Le strade versano in pessimo stato: cubetti mancanti, buche, chiusini storti o eccessivamente consumati, marciapiedi, anche quelli più recenti, rotti o comunque poco comodi;
Le scuole necessitano di interventi di manutenzione straordinaria, ormai indispensabili e non più rinviabili.
Acquedotto e fognature fanno entrambi letteralmente acqua, cioè la perdono allegramente;
la raccolta rifiuti è indifferenziata e per le strade si assiste al triste spettacolo di cassonetti rotti e sporchi.
E si potrebbe continuare con la manutenzione delle strade di collina e dei sentieri che costeggiano il fiume Sesia.
Anche il Municipio presentava segni del momento di decadenza, specialmente all’interno, con arredi ormai datati, a volte scomodi e certamente da sostituire, ma nel complesso la situazione poteva reggere.
Insomma bisognava mettere mano alla “manutenzione” di tutto il paese e a dare il buon esempio doveva essere certamente l’Amministrazione, che poteva iniziare da qualunque dei punti segnalati (noi avremmo privilegiato le scuole).
Invece cosa scelgono i nostri Amministratori? Gli uffici comunali e neppure tutti, solo quelli usati direttamente da essi stessi. E così oggi l’interno del Palazzo di Città, nell’area uffici di Sindaco e Assessori, è completamente rifatto e sistemato, ma basta andare negli uffici operativi per vedere che le cose non sono affatto cambiate.
Non è forse anche questo un sintomo di un certo modo di intendere la gestione della cosa pubblica intrecciata alla logica del privilegio? Insomma l’esempio di una piccola casta di paese.
Giorgio Lazzarato
Manuela Rizzato
Gruppo L’UNIONE per Gattinara